Coronavirus non ti temo: 15+ serie tv tratte da libri

articolo scritto da @littlereadersophia

In questo periodo di quarantena le attività per rendere le giornate meno lunghe e tediose (per quelli come me che si trovano con tantissimo tempo libero) sono numerose, dalla cucina al workout, dalla pittura alle lingue.
Visto che sono negata in quasi tutti queste attività ho pensato di parlare di due cose che invece conosco abbastanza bene: serie tv e libri.

E quale miglior modo per combinarle se non parlando di serie tv tratte da libri?

Di seguito una lista, sicuramente non esaustiva né in ordine di preferenze, con poco più di 15 serie tv tratte da libri, molte disponibili su alcune delle piattaforme di streaming più famose (Netflix e Prime, Disney+ è ancora fuori dal mio radar) o su Sky.

Magician

The Magician è una serie tv tratta dalla trilogia di Lev Grossman, di cui sono stati pubblicati in Italia solo i primi due volumi (Il mago e il re mago).
Ho iniziato a vedere questa serie anni fa e, dopo i primi cinque episodi, ho comprato il libro senza pensarci due volte.
Non ho ancora finito di vederla, dico la verità, ma sicuramente mi aveva colpito la rappresentazione della magia, la caratterizzazione dei personaggi e, soprattutto, la trama intricata sottostante. Sicuramente è una serie molto sottovalutata e di cui si parla molto poco, ma se avete voglia di perdervi in una scuola di magia con tanti segreti, probabilmente ora è il momento di aprire il vostro account Prime e di darle una occasione.

Il diario del vampiro & The secret Circle

Per caso avete mai sentito parlare di una serie tv che ha come protagonisti due fratelli vampiri estremamente belli innamorati di una ragazza che ha circa dieci doppelgänger ed è perseguita da almeno ¾ dei personaggi più pericolosi sulla terra? Se la risposta è no, allora appartenete a quel 10% della popolazione – percentuale assolutamente arbitraria – che non ha mai incontrato nella sua vita la serie The Vampire Diaries.
Nata dalla penna irrefrenabile di Lisa James Smith, la serie si compone di ben 8 stagioni piene di personaggi e storie d’amore coinvolgenti, a tratti un po’ ripetitivi ma sicuramente capaci di catturare il cuore del pubblico (vogliamo parlare di Damon Salvatore? Vogliamo?).

Da questa serie, purtroppo non attualmente disponibile su nessuna piattaforma di streaming – ma non vi serve che vi dica che le serie non esistono solo su Netflix, right? -, nasce uno spin off dedicato agli Originali, la famiglia da cui l’intera stirpe dei vampiri discende.
Il nome della serie, poco…. originale (badum ciaff) è The Originals, seguito ora da un ulteriore spin off che si colloca dopo la conclusione di entrambe le serie tv, ovvero Legacies (letteralmente eredità, ma solo chi ha visto le serie potrà capirne il significato).

Vi sembra tutto troppo complicato, lungo e impossibile da recuperare? Allora potete buttarvi su un’altra serie, sempre tratta dai romanzi di Lisa James Smith, che non ha avuto nemmeno un quarto del successo sebbene il nome italiano abbia emulato completamente quello della sorella famosa.
Parlo di Il diario delle streghe (The secret Circle), una serie di 22 episodi che racchiude magia, la giusta dose di lotta bene e male e qualche storia d’amore sviluppata un po’ più velocemente del previsto (d’altronde, non tutti hanno 8 stagioni per creare una suspence al limite del frustrante).
In questo caso consiglio sia la serie che i libri, sicuramente piacevoli sia da leggere che guardare.

The man in the high Castle

In questo caso parliamo di una serie Primevideo di cui io, al contrario di molti, ho letto il libro ma mai visto un episodio.
The man in the high Castle è infatti la trasposizione del romanzo di Philip K. Dick, il cui titolo italiano è stato tradotto come La svastica sul sole, prima di tornare all’originale dopo il successo della serie.
Il libro è tanto coinvolgente quanto a volte intricato, ambientato in un mondo distopico in cui la Seconda guerra mondiale è stata vinta la Germania, che si è divisa tutto il mondo con il Giappone.

Dopo averlo letto per un corso universitario non ho potuto fare a meno di inserire la serie nella mia lista, che conta ora ben quattro stagioni. Ma, in fondo, in questo periodo quattro stagioni passano in un soffio, no?

Shadowhunters

Una nota doverosa, per quanto dolorosa, va alla serie tv tratta dai libri di Cassandra Clare, Shadowhunters. Dopo avervi detto che io preferisco i libri, che consiglio di leggerli più che guardare la serie e che se siete interessati a conoscere l’ordine di lettura potete guardare il video sul mio canale a questo link, non posso che concedere due parole anche a questo prodotto.

Sono sincera, io a metà della seconda stagione ho mollato, non perché la serie non seguisse la trama – ho sempre sottolineato come a volte ci sia la necessità di fare dei cambiamenti nel trasporre un libro in film/serie tv – quanto perché alcuni di quelli che io considero i fondamenti della saga non sono stati trasposti in un modo corretto o fedele. Detto questo, non ho niente contro la serie in sé e chi la guarda, quando è stata cancellata ho firmato la petizione per salvarla e questo dice tutto.
Se volete seguire le vicende di Clary, Jace, Simon, Alec, Magnus, Isabelle e tutti gli altri magici Shadowhunters, trovate le 3 stagioni su Netflix, insieme al film girato qualche anno fa con Lily Collins e Jamie Campbell Bower che dopo varie visioni non si è rivelato così male come lo avevo inizialmente giudicato.

Detto questo, leggetevi i libri.

Sherlock BBC

Gli amanti delle avventure scritte da Arthur Conan Doyle non possono perdersi questa serie tv targata BBC con Benedict Cumberbatch come Shelock e Martin Freeman come Watson.
La serie è composta di quattro stagioni ognuna con soli tre episodi che sono quindi dei film perfettamente strutturati e con una attenzione al dettaglio tale da rendere ogni visione una esperienza nuova.
Io la ho guardata per intero due volte e ancora ci sono piccoli elementi che mi sfuggono.

A questo si aggiungono una recitazione magistrale, dialoghi impeccabili e scene che vi faranno ridere senza controllo e altre che vi faranno versare qualche lacrimuccia.
Molto si è dibattuto sulla quarta stagione e non sono poche le voci che la considerano la peggiore della serie. Io non la ho trovata così malaccio, ma come si dice, de gustibus.

Il trono di spade (Game of thrones)

Per quanto tempo avete pensato di iniziare questa serie, ma alla fine avete sempre guardato il vuoto davanti a voi con tono deciso dichiarando “not today”?

Ovviamente questa reference per fan della serie sarà a molti tanto chiara come il “You know nothing, Jon Snow”, “Winter is coming”, “The North remembers” e tante altre piccole citazioni che appaiono in una delle 8 stagioni che compongono questo bellissimo prodotto scaturito dalla penna (ferma da fin troppo) di George R. R. Martin.

Anche in questo caso la serie è per me arrivata prima dei libri (non ho il coraggio di iniziarli sapendo che la pubblicazione del finale è così incerta) e se la prima stagione mi aveva lasciata un po’ restia, soprattutto per i duemila nomi, le sottotrame e qualche morte di troppo, con il tempo mi sono affezionata a casa Stark e principalmente ad Arya, che occupa il primo posto nella classifica dei miei personaggi preferiti seguita quasi a parimerito da Daenerys.

La serie è costruita nel minimo dettaglio, ricca di combattimenti, intrighi e anche storie d’amore che, nella maggior parte dei casi, non finiscono mai bene. Sicuramente la forte caratterizzazione dei personaggi contribuisce a rendere il tutto estremamente coinvolgente, per questo consiglio sempre gli appassionati di un buon fantasy a dare una occhiata a questa serie, nonostante la lunghezza.
E poi ci sono i draghi, come potete non guardarlo?

Sharp Objects

Sharp Objects è una miniserie prodotta da Sky con un cast che conta Amy Adams e Patricia Clarkson nei panni di madre e figlia in un thriller tratto dal romanzo omonimo di Gillian Flynn (autrice anche di L’amore Bugiardo).

La serie tv è molto, molto fedele al libro e questo ha reso per me la visione ancora più interessante – dato che aveva appena finito di leggerlo -. La storia, che ruota intorno al personaggio di Camille, una giornalista di cronaca nera che viene rimandata nel suo paese natale per scrivere un pezzo sulla scomparsa di due ragazzine, ha una forza che poco spesso riesco a cogliere in questi prodotti.
La recitazione impeccabile rende tutta la vicenda più coinvolgente, mentre questa si intreccia con il passato di Camille e, inevitabilmente, con il rapporto con la madre.

Se volete una storia allegra e felice, non vi consiglio né libro né serie. Se invece vi piace un buon thriller  questi otto episodi fanno per voi (per saperne di più potete guardare il mio video dedicato qui).

Il racconto dell’ancella

Io ho un vago ricordo di aver visto questa serie su Netflix, ma o il catalogo si è dimezzato senza che io me ne accorgessi, oppure la mia memoria fa brutti scherzi.
Il fatto che non sia presente su una piattaforma streaming a pagamento non deve però farvi desistere dal guardare la serie tratta dal romanzo omonimo di Margaret Atwood.

Di questa serie, spopolata ormai in tutto il mondo al punto da convincere la Atwood a scrivere un seguito (I testamenti¸ che si sia convinta dopo la serie o che avesse già una idea da tempo non possiamo davvero essere sicuri)¸ io ho visto solo la prima stagione, che copre molto fedelmente il primo libro dell’autrice.
La storia, ambientata in questa America distopica dove non nascono quasi più bambini, ruota intorno al personaggio di Difred (Offred), una ancella costretta a vivere nella casa di un alto funzionario statale e sua Moglie, con il compito di restare incinta e partorire un bambino.
Una trama un po’ troppo esigua, che non riesce a racchiudere tutta la violenza fisica e psicologica che cade su queste donne e che la serie riesce a rappresentare in modo particolarmente vivido – forse a volte un po’ troppo per me, ma questo rimane un parere personale -.  

Sia il libro che la serie tv sono prodotti altamente riusciti, anche se non ho idea di come prosegua la serie perché la prima mi era piaciuta abbastanza da avere paura che proseguendo si sarebbe rovinata. Su questa prima parte ho fatto un video sul mio canale che trovate qui.
Dovrei proseguire? Magari questo ditemelo voi.

The promised Neverland & Sword Art Online

Torniamo su Netflix con due serie tratte da manga (e light novel) che non posso non citare in questa lunghissima lista.

La prima, The promised Neverland, è ispirata da un manga con lo stesso nome che io sto amando talmente tanto da averlo spammato su ogni piattaforma e canale in mio possesso -insomma tra poco comincerò a mandare il primo volume a tutti quelli che mi dicono di essere interessati per convincerli a leggerlo -.
Anche se non ho visto la trasposizione in serie, non posso che consigliarvi questa storia sia per la sua trama sconvolgente e perfettamente costruita, che ti tiene sulle spine dalla prima pagina, sia per i personaggi, tutti ragazzi con una determinazione e un coraggio che io alla loro età non avrei neanche potuto concepire.  Io della trama non vi dico niente, se non che questo gruppo di bambini vive in un orfanotrofio gestito da mamma Isabella intorno al quale si trova un piccolo recinto che i bambini non posso superare. Tutto il resto penso sia bello scoprirlo mentre leggete, quindi non aggiungo altro.

La storia ha sicuramente uno stampo drammatico, non è un prodotto allegro e divertente, ma io mi sono innamorata e non vedo l’ora di finire il manga per poter vedere la serie senza spoiler (mi sembra più che doveroso ricordare che il primo volume del manga è disponibile in ebook su Amazon ad 1€)

Il secondo consiglio che vi do, questa volta presente sia su Netflix che Prime Video, è Sword Art Online, una serie che si compone di 3 stagioni e un film tutti bellissimi e ben costruiti, nei quali Kirito, protagonista indiscusso, rimane con altri 10 000 giocatori bloccato dentro un gioco che è – copio internet perché la sigla è troppo lunga – un VRMMORPG, ovvero una realtà virtuale di gioco di ruolo in rete multigiocatore di massa.
Più semplicemente? SAO, appunto Sword Art Online, è un gioco in cui ti metti un caschetto e ti trovi in un mondo virtuale dove giocare con i tuoi amici a un curatissimo videogioco di stampo medievale ma con spade magiche. Solo che, una volta entrati dentro SAO, i giocatori vengono informati che non potranno più uscire fino a quando non completeranno tutti i 100 livelli del gioco. Ah ovviamente, per rendere tutto più divertente e poco terrificante, se muori nel gioco muori anche nel mondo esterno. Chi non vorrebbe partecipare?

La serie mi ha davvero conquistata e perciò io consiglio sempre di darle una possibilità, soprattutto se vi piacciono gli anime. Potete inoltre trovare numerose Light novel che proseguono oltre le 3 stagioni – ancora in corso – e il manga tratto proprio dalla storia.

Tredici

Anche se mi sembra doveroso citarla, Tredici è una di quelle serie in cui mi sono fermata alla prima stagione, esattamente dove si concludeva il libro da cui è tratta scritto da Jay Asher.
Se la prima stagione infatti a me è sembrata molto fedele e curata nella rappresentazione del bullismo e sofferenza di Hannah, le stagioni successive temo abbiamo pagato lo scotto di una serie che ha venduto molto e che quindi deve continuare ad essere prodotta.

Per questo in questo momento mi sento di consigliarvi solo quella, soprattutto se avete letto il libro o se comunque la tematica vi incuriosiva. Alcune scene sono forti, ma la costruzione ha una forza che durante la prima visione mi ha costruito e riesce molto bene a rappresentare una condizione che probabilmente colpisce molte persone. Alcuni concetti nel libro secondo me sono sviluppati meglio, quindi io vi consiglierei comunque di dargli un occhio, ma in generale come serie di 13 episodi non è male.

Chiamatemi Anna & Una serie di sfortunati eventi

Se tutti gli abbinamenti fino ad ora sembravano abbastanza chiari (serie dello stesso autore o dello stesso genere) questo punto potrebbe destabilizzarvi un attimo. Perché sono insieme queste serie così diverse?

Per nessun’altra ragione se non il fatto che non ne ho visto nemmeno un episodio, ma ne ho sentito parlare talmente bene che mi sembra giusto almeno citarle.

Chiamatemi Anna (o Anne with an E) è una serie tratta dal romanzo di Lucy Maud Montgomery Anna dai capelli rossi.
Dopo aver visto qualche trailer su Netflix, posso dire che sicuramente i colori sono meravigliosi e il personaggio di Anna, interpretato da Amybeth Mcnulty, mi incuriosisce tantissimo. A questo punto chiamo in campo voi, se avete visto questa serie fatemi sapere se la consigliate o meno!

Il secondo titolo, una serie di sfortunati eventi, invece è nella mia lista da tantissimo tempo, proprio perché alle medie lessi il secondo volume (mai capito perché non sono partita dal primo) di questa serie e rimasi molto colpita dalla storia e dai personaggi, che per me sono sempre importantissimi per la buona riuscita di una storia. E poi, siamo sinceri, c’è Neil Patrick Harris, come si fa a non recuperarla?

Wayward Pines

Questa serie, tratta dalla trilogia di Black Crouch, è una serie tv composta da 2 stagioni che purtroppo non è stata rinnovata nonostante l’altissimo livello della storia.

Ispirata a I segreti di Twin Peaks, la serie ruota intorno al personaggio di Ethan Burke che, alla ricerca di due agenti scomparsi, fa un incidente in macchina e si risveglia nell’ospedale di Wayward Pines.
Potrei dirvi molto di più sulla trama, ma credo che il 90% della bellezza di questa serie sia guardare la prima stagione convincendosi ogni secondo di aver capito tutto, realizzando che invece non si era capito proprio niente.

Costruita molto bene, non è riuscita a catturarmi allo stesso modo nella seconda stagione, che ho mollato dopo pochi episodi anche se conto di finirla.
Sicuramente anche qui – viva l’allegria – non ci troviamo di fronte ad un prodotto leggero, tutt’altro. Ma la trama è costruita benissimo, in modo da darti sempre una nuova informazione senza svelarti davvero cosa sta succedendo. Insomma, da recuperare assolutamente.

Menzioni speciali

Infine, dato che non posso citare TUTTE le serie tratte da libri, fumetti, videogiochi e chi più ne ha più ne metta, utilizzo questa ultima parte per citare solo alcuni altri progetti che mi hanno incuriosito molto e che secondo me meritano almeno di essere nominati.

Le menzioni speciali vanno quindi a The100, serie tratta liberamente (e se lo dicono loro vuol dire che probabilmente hanno ripreso solo i nomi dei personaggi) dai romanzi di Kass Morgan, molto avvincente e di cui ho visto metà della prima stagione promettendomi un giorno di ricominciare.


Una seconda menzione a Le terrificanti avventure di Sabrina, che ho scoperto recentemente essere un personaggio spin-off della serie da cui è tratta anche Riverdale. La serie sembra molto dark e, non so se vi è chiaro, ma questo tipo di serie mi intriga sempre molto.

Ultimo ma non meno importante Queste oscure materie, serie trasmessa su Sky tratta dai romanzi di Philp Pullman – il primo libro della trilogia è La bussola d’oro, da cui è stato tratto un film nel 2007 -. Essendo il primo volume ancora in lettura, non mi sono ancora avvicinata a questo prodotto, ma ne ho sentito parlare abbastanza bene quindi, una volta concluso darò sicuramente una occhiata.

Come vi ho già detto all’inizio, questa lista non aspira ad essere esaustiva, ma spero che vi abbiamo lasciato qualche utile consiglio per nuove serie da iniziare o da aggiungere alla vostra lista infinita che sfogliate ogni sera prima di accorgervi che sono le due di notte.

Se avete altri consigli, proposte, serie imperdibili che ho osato non citare, la sezione commenti è aperta per voi!

Questo articolo è stato scritto da @littlereadersophia22