Coronavirus non ti temo: il mondo dei Podcast

articolo scritto da @liberliber.a

Ho scoperto i podcast quando Ilenia Zodiaco (sui social @conamoreesquallore) alla fine dell’estate 2018 ha annunciato l’uscita della prima puntata di Quasidì: “un podcast sulla generazione del quasi” creato da lei e Valentina Tomic (sui social @avel_val). Ero molto curiosa.


Ogni mattina, scesa dal treno, percorro 40 minuti a piedi per arrivare nella mia università e necessito di qualcosa che mi faccia passare velocemente quel tempo che sembra interminabile. Così un giorno ho deciso di provare: cuffiette nelle orecchie, puntata zero, play.
Mi ha rubato il cuore.

Ma partiamo dalle basi: cos’è un podcast?
Lasciando perdere la spiegazione tecnica (che sono sicura si capirebbe solo a metà), un podcast è una trasmissione audio diffusa via internet che si può scaricare o ascoltare su piattaforme apposite. Spesso si può usufruire di queste in modo gratuito.

Personalmente, essendo iPhone munita, utilizzo l’applicazione già presente nello smartphone: Apple Podcast. La trovo molto comoda in quanto posso fare ricerche secondo categoria, news, novità oppure selezionare dalla cartella “in primo piano” che mi fa sempre scoprire argomenti interessanti.

Ovviamente non esiste solo questa piattaforma, anzi. Forse la più utilizzata da coloro che amano i podcast è Spreaker, della quale trovo molto utile il servizio notifiche che ti avvisa appena esce un nuovo episodio dei tuoi ascolti preferiti.

Un altro luogo dove poterli ascoltare è Spotify, nonostante questo sia più utilizzato per lo sconfinato catalogo musicale. Ovviamente l’unico ostacolo che lo rende meno accessibile rispetto agli altri è l’essere a pagamento.

Altro esempio che qui vi cito è Podbean, anche questo diviso per categorie è capace di consigliare nuovi podcast a seconda dei propri gusti, si possono scaricare automaticamente le trasmissioni preferite ed, infine, si può impostare il secondo dal quale far partire la trasmissione.

Infine Audible, anche questo a pagamento, dedicato soprattutto agli audiolibri, ma anche a podcast, corsi di lingua e programmi radiofonici.

Spesso i podcaster (coloro che creano i podcast) caricano su più piattaforme il loro prodotto, persino su Youtube. Bisogna quindi solamente scegliere quella più affine alle nostre esigenze da ascoltatori.

Quali sono le caratteristiche di un buon podcast?

Per scrivere questo articolo mi sono permessa di proporre un sondaggio nelle stories sul mio profilo Instagram e grazie a questo ho compreso cosa piace e non di questa nuova tecnologia:

Il jingle iniziale è fondamentale: dev’essere accattivante, ti deve pigliare! Non ci avevo mai pensato, ma ho realizzato che anche io faccio subito una selezione ascoltando i primi secondi della registrazione. Se la musichetta iniziale non mi piace, non vado avanti ed così è per molti ascoltatori.

Incisività: è necessario che siano mirati, che vadano dritti al punto. Se si perdono in troppi preamboli annoiano. Devono essere in grado di sviluppare un macro argomento senza distogliersi mai dal focus iniziale

Essere Multitasking: una delle cose che più appassiona gli ascoltatori è il vantaggio di riuscire a fare più cose contemporaneamente mentre si ascolta un podcast. Ti intrattiene senza impegnarti davanti a un libro, alla tv o al pc e nel frattempo puoi cucinare, disegnare, mettere in ordine la casa, lavorare (quando è possibile) o semplicemente rilassarti sul divano.

Voce: è importantissima. Non c’è niente da fare. Forse proprio perché il senso che attiviamo quando ascoltiamo un podcast è proprio l’udito, la voce del narratore deve essere piacevole, accattivante e deve farti rimanere con le cuffie nelle orecchie.

Ci sono comunque molte persone che preferiscono una forma visiva di intrattenimento. Come biasimarle? Viviamo in una società fatta di immagini dove la ricerca del bello sta più che altro in una fotografia fatta bene o in un video curato. Per questo, nel sondaggio, non mi ha particolarmente stupita come il 40% dei partecipanti ha ammesso di distrarsi o di annoiarsi di fronte a un podcast.

Ma da quale Podcast posso cominciare?

Sempre nel sondaggio una piccola minoranza ha invece espresso il cruccio di non riuscire a trovare quello che fa per loro. Per questo qui di seguito ho deciso di darvi qualche spunto. Premetto però che ho dei gusti un po’ particolari e spesso e volentieri non ascolto quelli più mainstream, quindi ho deciso di chiedere anche ad amici ascoltatori con interessi differenti dai miei per dare una visione più ampia possibile del panorama.

MONSTRUMANA –  podcast autoprodotto da Gaetano Pagano (su instagram @gaetanopagano_) e Francesca Giro (su instagram @quietblizzard) dedicato ai mostri della letteratura. Si parte con Frankenstein, si passa per Dracula, Dr.Jekyll e Mr.Hide per arrivare ad un ascolto coi fiocchi.

COPERTINA – di Matteo B. Bianchi. Perfetto per chi ama leggere ed è sempre alla ricerca di consigli.

FOTTUTI GENI– il fisico Massimo Temporelli ci conduce nelle vite dei grandi personaggi della storia e della scienza che sono riusciti a plasmare la nostra civiltà. Temporelli ha un modo particolare di raccontare, ma è il podcast perfetto per unire coloro che hanno passioni diverse e che sembrerebbero poco affini le une alle altre.

MARCO IL TERRITORIO – Grazie alla notifica su Youtube ho scoperto che il 31 marzo è uscita la prima puntata del podcast di Marco Cantoni, nella quale propone degli esempi di opere che basano la loro forza sul dialogo e le analizza in modo tecnico come solo lui sa fare. Perché ve lo consiglio nonostante sia “appena nato”? Perché Cantoni è una garanzia e mi fido. Sicuramente ne varrà la pena

MORGANA – scritto da Michela Murgia e Chiara Tagliaferri con sottofondo “Dog Days” di Florence + The Machine ci racconta di donne fuori dagli schemi, un po’ streghe un po’ difficili da comprendere, ma sempre indipendenti.

VELENO – 7 puntate nelle quali Pablo Trincia e Alessia Rafanelli ci raccontano una vecchia storia di cronaca con l’aggiunta di registrazioni audio originali. Ottima serie per coloro che amano il true crime e i gialli. L’unica accortezza da avere è ascoltare gli episodi in ordine.

THE GUILTY FEMINIST – un podcast in lingua inglese che tratta di femminismo e insegna ad amare sé stessi in chiave comica. Ogni episodio è condotto da Deborah Frances-White assieme ad un ospite diverso per ogni puntata.

LA LINGUACCIUTA: una decina di puntate a cura di Ilenia Zodiaco in collaborazione con Babbel sulla comunicazione linguistica e le stranezze che ogni lingua esprime attraverso i suoi modi di dire e non solo. La sigla iniziale è una delle mie preferite.

CSI MILANO: podcast del gruppo 105 Friends che assieme al criminologo Massimo Picozzi trattano  casi di cronaca nera. Purtroppo non viene più caricato nulla da dicembre 2019 con mia profonda tristezza, ma sentivo il dovere di inserirlo nell’elenco poiché mi ha appassionata fino all’ultima puntata.

Avrei ancora moltissimi podcast da consigliarvi, ma non ci sarebbe abbastanza tempo. Ho semplicemente messo quelli che più io ascolto e quelli che mi sono stati più suggeriti.
Spero di avervi dato qualche spunto per passare tempo di qualità in queste giornate reclusi in casa. Spero anche che vi possiate appassionare ai podcast e continuare ad ascoltarli anche successivamente, quando tutto sarà tornato alla normalità.

Articolo scritto da Sara