ODI ET AMO: Il Sognatore

Dopo un primo articolo dedicato a Eleanor Oliphant sta benissimo (che potere leggere qui), torniamo con un fantasy che ha fatto tanto parlare di sé tanto per la sua storia quando per la scrittura di Laini Taylor (a volte lodata, altre fortemente criticata).

foto di @booksadvice

In questa sfida all’ultima parola si riuniscono due amici che, purtroppo, non si sono trovati d’accordo dopo la lettura di questo libro (speriamo che la loro amicizia non risenta troppo di questo articolo, mi sentirei un po’ in colpa).
Senza ulteriori indugi, cominciamo con l’intervista!

Come mai ti sei trovat* a leggere questo libro? Ti è stato consigliato? Lo hai scelto tu perché la storia di incuriosiva?

foto di @milenabooks

MILENA: Come ormai tutti i libri che sono entrati nella mia wishlist negli ultimi anni, Il sognatore è diventato oggetto del mio interesse dopo averne sentito parlare solo che bene dagli altri lettori della bookcommunity. Ma non posso che dare un merito particolare ad una mia cara amica che mi ha iniziata al mondo di Laini Taylor, facendomi conoscere La chimera di Praga.

ALECSIO: Il sognatore è stato uno di quei libri che ha debuttato per un periodo come uno dei libri migliori. Tutti ne parlavano molto bene e mi è venuto normale pensare “mh allora devo leggere questo libro anch’io se è piaciuto cosi tanto”. 
Una volta letta la trama ero abbastanza convinto di volerlo davvero leggere, visto che sembrava promettere una storia innovativa, particolare e bellissima. I pareri al riguardo poi erano per lo più positivi e in seguito ai consigli anche della cara qui presente Milena mi sono deciso definitivamente a leggere Il sognatore.

Qual è stata la tua prima impressione dopo le prime pagine di lettura? Ti ha coinvolto subito/hai capito subito che non ti sarebbe piaciuto?

MILENA: Ormai non sarà più un segreto il mio amore incondizionato per la scrittura della Taylor, per questo motivo era facile prevedere quale sarebbe stata la mia prima impressione. Tornare a leggere delle pagine scritte da lei è stato meraviglioso e mi sono da subito buttata a capofitto nella lettura. Tuttavia devo ammettere che le prime pagine non sono state così facili da affrontare. Sono entrata pienamente in confidenza con la storia soltanto dopo qualche capitolo, giusto il tempo di conoscere i dettagli di questo nuovo mondo e i personaggi che lo vivevano. Credo sia normale quando ti approcci ad una storia per la prima volta!

ALECSIO: Una volta lette le prime pagine ho pensato che “non sembra male” poi però ho ricevuto diciamo la prima delusione da parte del libro.
Una volto concluso il prologo, dove ci viene raccontata (spoilerata) una parte importante di ciò che accade nel libro e io l’ho trovato una cosa davvero brutta. Sia per il fatto che ti rovina fin dall’inizio la storia e sia perché hai già in mente la prospettiva di come andranno le cose.
Quindi per me partiva già male.

Quando hai chiuso l’ultima pagina qual è stato il tuo primo pensiero? Se dai un voto in stelle, quante ne hai date a questo libro?

MILENA: Scombussolata, ero così al termine della lettura. I miei pensieri erano un vero e proprio vortice dopo l’ultima pagina e credo che si alternassero principalmente tra “che meraviglia ho appena letto” e “che cattiva è la Taylor??” e “voglio il secondo libro, ora!!”. La mia più che professionale recensione su Goodreads scritta a bruciapelo all’una di notte è stata “meraviglia e sofferenza”, accompagnata dalle 5 stelline piene. Quando un libro e un’autrice ti lasciano così tanto non puoi che dare il voto massimo.

ALECSIO: Allora, una volta finita di leggere l’ultima pagina del libro e averlo chiuso la prima cosa a cui ho pensato è stata “non ci credo ce l’ho fatta a finire questo interminabile libro”. Ho proprio detto “basta, che bello me lo sono tolto dai piedi”, era davvero quasi al settimo cielo per averlo finito. Mi è dispiaciuto perché non mi è piaciuto e infatti il voto che ho assegnato al libro è stato 2.5 su 5⭐.

Per chi lo ha amato: Cosa ti è piaciuto più di tutto?
Per chi lo ha odiato: C’è qualcosa che secondo te è salvabile?

MILENA: Difficile scegliere solo qualcosa che mi è piaciuto più del resto, ci sono davvero tanti aspetti che mi hanno colpita: ottima costruzione dei personaggi, worldbuilding originale ed interessante, una storia d’amore con dei risvolti imprevedibili e coinvolgente dall’inizio alla fine, e chi più ne ha più ne metta.
Ma se scaviamo fino in fondo posso riassumere la mia risposta in un solo fattore: la capacità dell’autrice di infrangere ogni barriera esistente tra il bene e il male. Ne Il sognatore non troviamo il solito cliché dove il protagonista è l’eroe, colui che rappresenta tutto ciò che è giusto, e che deve battere il cattivo di turno, quello sempre dalla parte sbagliata.
Laini Taylor va oltre tutto ciò e ci mostra dei personaggi reali, con pregi e difetti altrettanto evidenti.
Tutti i personaggi hanno in qualche modo commesso un errore e arrecato dolore agli altri, e allo stesso tempo tutti hanno subito qualcosa che li ha fatti soffrire. Esattamente come nella realtà.
Diventa quasi impossibile non compatire ogni singolo personaggio e arrivare, addirittura, a giustificare le sue azioni. È assolutamente questo ciò che ho amato di più.

ALECSIO: Nonostante abbia dato un voto basso, ritengo ci siano diverse cose salvabili. Vi dirò la prima: i due protagonisti Lazlo e Sarai, personaggi che hanno saputo sicuramente rendere un po’ meno dolorosa la lettura de Il sognatore. La loro storia in generale mi è piaciuta, soprattutto come si incontrano e come le loro vite si intrecciano l’una nell’altro. Ma non è stato abbastanza per salvare l’intera vicenda.

Per chi lo ha amato: Hai trovato qualche punto debole, qualcosa che secondo te poteva essere migliorato?
Per chi lo ha odiato: Cosa non ti è piaciuto di questo libro?

MILENA: Questa domanda è davvero tosta! Non sono una lettrice molto oggettiva e tendo ad influenzare il mio pensiero su un libro sulla base delle emozioni che mi ha fatto provare. Trovare un difetto ad un libro che ho amato così tanto non è facile ma per Little Readers questo ed altro!

Generalmente, quando leggo un libro, c’è sempre una cosa che spero di non trovare: il triangolo amoroso. È un cliché, insieme all’insta-love, che proprio non sopporto e la mia amata Taylor purtroppo stavolta non mi ha accontentata per nessuno dei due aspetti.
Ma mentre per l’insta-love non ho avuto il minimo problema, in quanto è stato trattato benissimo e ha avuto un senso ai fini stessi della storia, il triangolo amoroso non mi è proprio andato giù. È vero, forse è servito per dare maggiore spessore e maggiore attenzione ai personaggi secondari ma credo che quel genio dell’autrice avrebbe potuto trovare un altro espediente per renderli più centrali, senza darmi una noia simile.
Non posso dire che Il sognatore sarebbe stato perfetto senza il triangolo, ma direi che per me si sarebbe avvicinato molto…

ALECSIO: Quello che non mi è piaciuto della storia sono stati: lo stile dell’autrice, troppo appariscente e prolisso, mi ha fatto davvero penare la scrittura della Taylor, e il fatto che non ci sia un minimo di azione ha reso infinitamente lento il libro.
Il racconto manca di dinamicità, si rimane sempre appesi su un filo ad aspettare che finalmente arrivi, inaspettatamente ma magnifico, un colpo di scena o qualcosa che movimenti il libro, in modo da renderlo meno noioso.
Ma si aspetta inutilmente perché solo qualche capitolo riesce ad abbastanza avvincente da mobilitare la narrazione e portarci sempre più vicini alla fine del libro.

Quale personaggio ti ha parlato di più? Quale di meno? Perché?

MILENA: Sono entrata moltissimo in sintonia sia con Sarai che con Lazlo, li ho trovati due personaggi molto rappresentativi in cui molti lettori si sono potuti rispecchiare.
Lazlo, un sognatore che ha fatto di tutto per raggiungere il suo obiettivo. Sarai, intrappolata in una realtà che non faceva per lei.
Entrambi hanno lottato per ciò che credevano giusto, per far valere il loro pensiero e per poter riprendere in mano la loro vita. Trovo che sia un bel messaggio da comunicare, lottare per ciò in cui si crede.

Per il personaggio che mi ha parlato di meno potrei rispondere con Minya ma sarebbe una mezza bugia. Ne Il sognatore non ho potuto fare altro che odiarla, chiedermi continuamente il motivo per cui si comportava in un certo modo. Mi sembrava un personaggio statico, creato dalla Taylor in quel modo perché doveva semplicemente ricoprire quel ruolo. Ma ehi, stiamo parlando di Laini Taylor. Ne La musa degli incubi ci regala un approfondimento del suo personaggio e credo che arrivi a comunicare molto di più di tutti gli altri personaggi. Può piacere e non piacere, ma la sua evoluzione è unica.

ALECSIO: Il personaggio che mi ha parlato di più tra tutti è sicuramente Lazlo, ma devo ammettere che per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi la Taylor ha fatto un buon lavoro dai. Domanda abbastanza facile perché la storia, anche se fa apparire diversi personaggi interessanti, si sofferma, com’è giusto che sia, sui personaggi principali.
Ma perché Lazlo? Perché lui è il sognatore, come lo siamo tutti noi lettori, è l’emblema di quel personaggio posseduto da una forza di volontà invidiabile, personaggio che non perde facilmente le speranze ma crede vivamente nel suo sogno e cerca in ogni modo di renderlo realtà.
Lazlo è un personaggio gentile, umile, che ha dedicato il suo tempo a cercare sempre più informazioni  riguardo alla propria ossessione: Pianto, la città perduta. Ciò che lo alimentava era una brama, un sogno che quel posto fosse veramente esistito e che, sopratutto, fosse ancora presente.

Non c’è stato un singolo personaggio a non avermi trasmesso nulla, ma sono in verità più di uno, ovvero i 4 mezzosangue che sono sfuggiti dal massacro avvenuto a Pianto, tutti tranne Sarai. Non mi hanno detto proprio niente, nemmeno Minya che mi è stata solo antipatica per tutto il libro, perché alla fine non fanno nulla di così rilevante per tutto il libro, ma sono solo dei spettatori.

Per chi lo ha amato: C’è un tema, una situazione che ti ha colpito particolarmente?
Per chi lo ha odiato: C’è stata qualche parte, dialogo, situazione che ti ha particolarmente infastidito?

MILENA: Qui rischio un po’ di ripetermi. Come dicevo prima ho apprezzato particolarmente l’appiattimento del confine tra buoni e cattivi. È stato un tema ripreso molto spesso dall’autrice nel suo libro ed è stato trattato perfettamente. Inoltre torno a citare Minya. Non posso dire con chiarezza cosa ho apprezzato della sua storia, ma potrei limitarmi col dire che mi ha colpito la sua caratterizzazione.
È il frutto della sua stessa vita, ha alle spalle un certo passato che l’ha resa così come la conosciamo. Alla fine siamo tutti il risultato delle nostre esperienze e spesso cambiamo in funzione di ciò che subiamo.

ALECSIO: Non che ricordi in realtà, ma come accennavo nella seconda domanda dell’intervista ho odiato profondamente la scelta dell’autrice su come iniziare a raccontare la storia.


Hai letto il secondo? Se sì/no, perché? Lo hai trovato migliore o peggiore del primo?

MILENA: Certo! Ho iniziato a leggere La musa degli incubi il giorno dopo la sua pubblicazione, ero troppo impaziente! E nonostante abbia dato ad entrambi le 5 stelline piene, è indubbio il fatto che io abbia amato di più il secondo volume.
Credo che il motivo di una tale preferenza sia semplicemente riconducibile all’aver letto l’altra trilogia della Taylor: La chimera di Praga. Ne La musa degli incubi ci sono continui riferimenti a questi libri e, considerando quando io ci sia affezionata, non potevo non apprezzarlo! Inoltre il finale mi ha emozionata come pochi libri riescono a fare e mette le basi per un bellissimo crossover che spero con tutta me stessa prima o poi verrà scritto.

ALECSIO: Non ancora letto La musa degli incubi, perché non ho del tutto ripreso  le forze dall’ultimo scontro per affrontare di nuovo una lettura del genere.
Devo preparami per bene, mi armerò come si deve e mi butterò in quest’ultima battaglia, perché sono intenzionato a scoprire come diamine si conclude questa benedetta storia. Questa volta non sono sicuro però di  uscirne vittorioso e arrivare fino in fondo, pregate per me.

Consiglieresti questo libro? Se si, a chi?

MILENA: Beh, direi assolutamente sì. Tuttavia sono sempre del parere che un libro non può piacere indistintamente a tutti e ogni qual volta ne si consiglia uno bisogna fare sempre delle precisazioni.
In questo caso particolare consiglierei Il sognatore a chi ama le storie d’amore, a chi apprezza uno stile di scrittura più ricercato e più lento. Trovo che questi due siano i più grandi ostacoli che un lettore può trovare nell’approcciarsi ad un libro del genere ed è meglio esserne consapevoli.

ALECSIO: Non credo proprio che lo consiglierei. Alla fine ovviamente è tutto soggettivo e a me non è piaciuto ma può benissimo ammaliare altri lettori. Quindi io come prima cosa lo sconsiglio a chi cerca una lettura leggera, dinamica e coinvolgente, perché non lo è per nulla.
Mentre per chi è così masochista e ama le letture che si prendono tutto il tempo per narrare l’intera storia, da accompagnare il lettore lungo tutta la sua vecchiaia, e che racchiudono forse un briciolo d’azione, lo consiglio.
In caso vi faccio comunque in bocca al lupo…

Per chi lo ha amato: c’è qualcosa che vorresti dire alla persona che lo ha odiato per sottolineare la tua posizione?
Per chi lo ha odiato: C’è qualcosa che vorresti dire alla persona che lo ha amato?

MILENA: Continuando a sostenere la tesi della “lettura soggettiva” non credo di aver molto da dire a chiunque, in generale, non ha amato Il sognatore.
Posso solo limitarmi ad invitare qualsiasi lettore a riflettere sulla storia racchiusa in quelle 500 pagine, al meraviglioso mondo che l’autrice ha creato e, soprattutto, ai messaggi che ha voluto trasmettere. A prescindere dal gusto personale credo sia innegabile l’ottimo lavoro che ha fatto l’autrice: lo sviluppo dei personaggi e la loro storia hanno tanto da dire e da insegnare.

ALECSIO: Milena io ti voglio bene ma qui siamo di fronte ad un caso davvero difficile e disperato…
Concorderai con me che la trama di questa storia sia affascinate, delicata, romantica e misteriosa, che ha quindi una basa solida e consistente. Ma le basi non bastano per costruire un intero edificio e per me la storia non è stata sviluppata come l’autrice sarebbe state benissimo in grado di fare. Non c’è un tema in particolare, un personaggio che non mi abbia fatto apprezzare ulteriormente la sua storia. Certo ormai mi ero creato delle aspettative che meritavano di essere soddisfatte, ma così non è stato. È stato l’insieme dei vari elementi che mi hanno portato a non apprezzare la vicenda.

Ultima battuta: In due righe o poco più, convinci chi sta leggendo questo articolo a leggere/non leggere questo libro.

MILENA: Vi piace leggere di storie d’amore drammatiche? Credete nel destino che lega due anime? Avete voglia di leggere qualcosa di originale e di coinvolgente? Beh, Il sognatore è il libro che fa per voi! Preparatevi, per metà tempo avrete gli occhi a cuoricino e per l’altra metà avrete il viso bagnato di lacrime! Cosa c’è di meglio di una simile combo??? Poi mi ringrazierete.

ALECSIO: Mi è successo poche volte di  sconsigliare un libro e quel fatidico momento si è di nuovo presentato.
Se siete delle persone che come me non si trovano bene a leggere una storia che è tutto fumo e niente arrosto, una storia che all’apparenza sembra uno di quei fantasy che sai per certo dalla trama non ti deluderà, ma che dentro di te sai rimarrà solo quello, una futile illusione di scoprire una storia da sogno, allora non leggete questo libro, non fatelo per l’amor del cielo! Perché sarà uno di quei libri che ingannano la mente e ti portano incontra a ciò che ogni lettore teme più di qualsiasi cosa: il blocco del lettore
Quindi salvatevi finché siete in tempo, lasciate stare quel libro e leggetevi piuttosto un “fantasy” trash dell’Armentraut e fatevi una risata. Parlo di BooksAdvice.✌

E così arriviamo anche alla conclusione di questo duello! Voi da che parte state? Siete d’accordo con Milena? Oppure con Alecsio?

Fatecelo sapere in un commento!

Risposte di Milena e Alecsio

L’intervista e le domande sono realizzate da Sophia