ODI ET AMO: ACOTAR (a Court of Thorns and Roses)

Siamo ormai alla fine del mese e, con esso, sta arrivando alla conclusione anche questo nuovissimo argomento del mese.
Sperando che gli articoli fino ad ora vi siano piaciuti, arriviamo oggi con una nuova battaglia all’ultima penna per difendere una serie molto presente nella community di bookstagram e che ha, come sempre, scatenato vari filoni di lodi e critiche. Sto parlando di ACOTAR, a Court of Thorns and Roses, primo volume della serie scritta di Sarah J. Maas.

Per sfidarsi a colpi di tastiera abbiamo oggi Claudia e Mario, che difendono le proprie opinioni con convinzione. E voi, da che parte starete?

Come mai ti sei trovat* a leggere questo libro? Ti è stato consigliato? Lo hai scelto tu perché la storia di incuriosiva?

CLAUDIA: Mi sono ritrovata a leggere ACOTAR poco dopo essere entrata a far parte della community bookstagram. Non c’era una persona che non ne parlasse, il più delle volte tessendone le lodi. L’hype che lo circondava era talmente tanto che ho ceduto!
Tuttavia all’inizio ero molto scettica — non ho un buon rapporto con i libri molto popolari, perché spesso mi trovo in totale disaccordo con l’opinione comune. I due libri che avevo letto prima di ACOTAR avevano sortito proprio questo effetto, quindi ero preoccupata all’idea di imbattermi per la terza volta in una delusione. A ripensarci adesso, mi fa sorridere.

MARIO: Mi sono ritrovato a leggere questo libro perché anche io, come tutti, ero spinto dalla curiosità. Non potevo non iniziare una saga così famosa che vedevo praticamente ovunque. Così decisi di comprarlo e iniziarlo, anche sotto pressione di alcuni amici che lo avevano già letto e amato.
Oltre a questo anche la trama mi incuriosiva. Si aggiunge il fatto che si tratta di un retelling de La bella e la bestia… tombola insomma. Dovevo leggerlo per forza.

@mrlightwood96

Qual è stata la tua prima impressione dopo le prime pagine di lettura? Ti ha coinvolto subito/hai capito subito che non ti sarebbe piaciuto?

CLAUDIA: Una cosa che ho apprezzato fin dall’inizio é lo stile della Maas: chiaro, coinciso, privo di quei lunghi paragrafi eccessivamente descrittivi che ti fanno solo venir voglia di saltare le righe.
Personalmente preferisco che la narrazione si focalizzi maggiormente sulla storia, descrivendo solo quanto é necessario affinché io riesca a vedere ciò che l’autore vuole mostrarmi, ma senza che tutto ciò diventi ridondante. Inoltre, fin dalle prime pagine ho percepito la tridimensionalità dei personaggi: erano complessi, ben strutturati e, cosa più importante, avevano un passato ben definito i cui effetti si riflettevano sul loro presente — un fattore che apprezzo sempre moltissimo in una storia.
Tuttavia ho anche subito notato quei difetti che rendono ACOTAR il tipico YA un po’ imperfetto e alle volte infantile, motivo per cui, alla fine, non gli ho dato 5 stelle. Ma del resto ACOTAR altro non è che il primo capitolo, un po’ goffo e timido, di una serie unica e bellissima. C’è da dire, però, che lo stile della Maas tradotto in italiano non fa proprio lo stesso effetto: la lingua inglese é, di base, povera e semplice nel lessico, e se questo non si nota quando si legge in lingua, al momento di tradurre in italiano si trasforma in una scrittura mediocre, a tratti un po’ trash.

@clodiareads

MARIO: Durante le prime pagine devo dire di averlo trovato curioso, appunto perché si trattava di una nuova storia. Ma già dopo le prime 30 pagine ho notato una sorta di lentezza e poca voglia di leggerlo che in teoria non avrei dovuto avere. Ma persistessi e decisi di andare comunque avanti, pensando che si sarebbe quasi sicuramente sbloccato continuando a leggerlo. E si è sbloccato… a 70 pagine dalla fine. Diciamo che non è stato molto bello…

Quando hai chiuso l’ultima pagina qual è stato il tuo primo pensiero? Se dai un voto in stelle, quante ne hai date a questo libro?

CLAUDIA: Il mio primo pensiero é stato: “Devo assolutamente leggere il seguito!”.
Ricordo di aver chiuso il libro con molte questioni in sospeso: c’erano troppe domande a cui dovevo dar risposta, ed ero particolarmente intrigata dal futuro dei personaggi, apparentemente certo e prevedibile, ma in realtà… diciamo solo che, a causa dei numerosi spoiler che girano sul bookstagram, sapevo che le cose si sarebbero evolute in un certo modo, ma non riuscivo a capacitarmi di come fosse possibile. Mi fa ridere pensare a quanto fossi certa che le mie opinioni non potessero cambiare. Al libro ho dato 4 stelle.

MARIO: “Finalmente l’ho finito, sia lodato il cielo.” Questo il mio primo pensiero una volta terminato il libro.
Sinceramente il finale non mi ha per niente fatto desiderare di leggere subito i successivi libri. Infatti il secondo l’ho letto all’incirca dopo 6/7 mesi spinto dal fatto che molti dicevano che il secondo era decisamente migliore. Ho dato al libro tre stelline e mezzo anche se, ora come ora, lo abbasserei a 3 stelle.

Per chi lo ha amato: Cosa ti è piaciuto più di tutto?
Per chi lo ha odiato: C’è qualcosa che secondo te è salvabile?

CLAUDIA: Rispondere a questa domanda non é facile, perché mi vengono in mente tutte le cose che amo della serie, ma che non posso menzionare visto che stiamo parlando unicamente del primo libro.
Sicuramente ho amato i personaggi, specialmente la protagonista: ho adorato il fatto che non fosse la tipica eroina YA incredibilmente sveglia, forte, che riesce a cavarsela sempre e comunque senza un motivo realistico. Feyre é una ragazza come tante altre: intelligente sì, ma imperfetta, umana. Non è difficile constatare che a volte, senza un aiuto esterno, non andrebbe da nessuna parte, ed é proprio questo che la rende vera e realistica. Mi é piaciuto molto scoprire, pezzettino dopo pezzettino, il passato dei personaggi, e constatare che dietro le loro azioni c’era sempre un motivo. Infine, la seconda parte del libro – ricca di scene colme di suspense e azione – mi ha lasciata piacevolmente col fiato sospeso, specialmente alla fine.

MARIO: Io che l’ho odiato posso dire che di salvabile c’è ben poco. Salverei sicuramente la trama che a modo suo è molto originale. Salverei alcuni personaggi tipo Lucien… e Lucien, che nel primo libro ho amato molto. E poi mi è piaciuto molto com’è stato trattato bene il tema della famiglia, molto approfondito e chiaro.

Per chi lo ha amato: Hai trovato qualche punto debole, qualcosa che secondo te poteva essere migliorato?
Per chi lo ha odiato: Cosa non ti è piaciuto di questo libro?

CLAUDIA; Ovviamente ci sono dei punti deboli, come in qualsiasi libro del resto.
Alcuni però in questo caso sono troppo anche per me, il che mi ha portato a non dare 5 stelle. Ciò che più ho odiato di ACOTAR é stata la storia d’amore principale: una romance degna dello YA più immaturo, di quelle che nascono non si sa bene come e perché, in cui l’amore sboccia dal nulla senza che dietro vi sia uno sviluppo coerente del rapporto che potrebbe portare a sentimenti importanti.
Peggio ancora, la narrazione pullula di riferimenti ai muscoli del protagonista maschile, su cui Feyre sbava (perdonate la poca eleganza) nei momenti più disparati, da quando lui apre una porta a quando le porge un piatto a tavola. Tuttavia mi sento comunque di giustificare la Maas su questo aspetto: é vero, all’inizio ti costringe a sorbirti una romance pietosa (per me poi, dato che in molti l’hanno apprezzata tantissimo), ma poi con ACOMAF si fa ampiamente perdonare regalandoti una delle storie d’amore più belle della letteratura YA moderna.
Ci sono poi delle incoerenze narrative che stridono un po’ con la storia, come il fatto che Feyre sia analfabeta nonostante provenga da una famiglia più che benestante, o il fatto che per 50 anni a nessuno sia venuto in mente di formare un’alleanza di tutti i Fae per contrastare Amarantha… sono aspetti un po’ grezzi del primo libro, su cui però si può passar sopra senza troppi problemi. Quindi a chiunque venga voglia di abbandonare ACOTAR per questi motivi dico: fidati di me, STRINGI I DENTI!

MARIO: Non mi è piaciuto decisamente lo stile di scrittura lento e prolisso. Tanti giri di parole per descrivere qualcosa di per sé molto percepibile e facile da immaginare.
La protagonista decisamente insopportabile e poco raccomandata da tenere come amica, da tagliarsi le vene. La brutta caratterizzazione del personaggio di Tamlin, che nel finale perde tutto. E soprattutto la lentezza degli eventi e il fatto che fino alle ultime 70 pagine non succede praticamente nulla a parte piagnistei vari di Feyre.

Quale personaggio ti ha parlato di più? Quale di meno? Perché?

CLAUDIA: Il personaggio che mi è piaciuto di più é stato sicuramente Feyre: per la prima volta sono riuscita a rivedermi in un’eroina YA, a percepire vividamente le sue emozioni, e ho tifato per lei fin dal primo istante.
Come ho scritto sopra, ho amato le sue imperfezioni umane e bellissime. Inoltre mi è piaciuto molto il suo lato artistico, superfluo ai fini della storia, ma che ha aggiunto tridimensionalità al personaggio e ha permesso alla Maas di descrivere alcuni passaggi con l’occhio dell’artista di Feyre. Menzione d’onore va però ad Amarantha, la villain della storia: non c’è nulla che apprezzi di più di un cattivo ben costruito, con una passato alle spalle che “giustifica” e rende realistica la crudeltà del personaggio. Amarantha non è semplicemente la cattiva di turno che brama potere, é una donna complessa e, soprattutto, traumatizzata.
Il personaggio che meno mi ha convinto è stato Tamlin, il protagonista maschile. Non mi è dispiaciuto, ma l’ho trovato un po’ piatto rispetto al resto del cast, e non ho visto in lui uno sviluppo nel corso della storia. Com’era all’inizio, così è rimasto fino alla fine, rendendolo ai miei occhi poco interessante. Inoltre un paio di suoi comportamenti nella seconda parte della storia mi hanno lasciata con l’amaro in bocca.

MARIO: Si è già potuto capire che il personaggio che mi ha parlato di più è stato Lucien, che mi ha conquistato col suo essere misterioso e saggio al tempo stesso, per la sua fedeltà e soprattutto per il coprire col sarcasmo il cuore grande che ha.
Personaggi che non mi hanno proprio detto niente qui nel primo libro sono Feyre perché troppo rompi e Rhysand. Rhysand l’ho solo potuto odiare “grazie” alla sua arroganza sfiancante.

Per chi lo ha amato: C’è un tema, una situazione che ti ha colpito particolarmente?
Per chi lo ha odiato: C’è stata qualche parte, dialogo, situazione che ti ha particolarmente infastidito?

CLAUDIA: Per quanto la seconda parte del libro in generale mi abbia tenuta col fiato sospeso dall’inizio alla fine, una scena in particolare mi ha colpita più di tutte. Non andrò nel dettaglio per evitare spoiler, mi limiterò a dire che in quell’occasione la natura umana e imperfetta di Feyre si rivela del tutto, facendo sì che si ritrovi in una situazione molto pericolosa, in cui i suoi difetti si rivelano letali non solo per se stessa, ma anche per un altro personaggio. È un aspetto che mi ha fatto molto riflettere.

MARIO: Mi hanno decisamente infastidito la scene a sfondo erotico che non mi hanno trasmesso nessuna emozione. Per non parlare dei dialoghi di Rhysand, privi di senso ed intelligenza se non nella parte finale del primo libro quando compie determinate azioni. Anche le ripetizioni di dialogo tra Tamlin e Feyre mi hanno dato particolarmente fastidio, ogni secondo a ripetere la stessa cosa.

Hai letto i seguiti? Se sì/no, perché? Lo hai trovato migliore o peggiore del primo?

CLAUDIA: Ovviamente ho letto i seguiti, che sono poi il motivo per cui sono qui a fare da portavoce per il fandom. Quando dico che tutti dovrebbero leggere ACOTAR, quello che intendo veramente é che tutti dovrebbero leggere ACOMAF — il secondo libro della serie. Non mi dilungherò perché rischierei di scrivere un poema: ACOMAF é un libro meraviglioso, che si discosta totalmente dal primo capitolo della serie, portandola a un nuovo livello. In esso troverete una storia d’amore terribilmente slow-burn, così lenta che vorrete più volte tirare il libro fuori dalla finestra per la frustrazione, solo per poi rendervi conto che è proprio questa lentezza che la rende così realistica e struggente.
Dimenticate le classiche romance insta-love dove i due piccioncini si innamorano un po’ a caso: qui parliamo di due personaggi segnati dal loro passato, ognuno con i propri fantasmi da sconfiggere, le proprie trust issues da affrontare, che piano piano si scoprono a vicenda, sviluppando un rapporto meraviglioso. Inoltre conoscerete un gruppo di amici incredibilmente variegato e unito, la cui amicizia, lealtà e rispetto reciproco vi farà semplicemente sognare.

MARIO: Ho letto il secondo libro, ACOMAF, e l’ho fortunatamente trovato molto più cresciuto del primo. Ricco di azione e soprattutto ambientato in un altro luogo, cosa che necessitava. La conoscenza di nuovi personaggi che mi sono entrati nel cuore ha fatto anche la sua parte. Mi sono innamorato specialmente di Mor e Azriel.
Anche in questo secondo però ho trovato battute a sfondo erotico decisamente fuori luogo e costanti. Fuori luogo perché durante una guerra Rhysand non può uscirsene con battute del genere, no, decisamente no. Però mi è sicuramente piaciuto più del primo e spero di leggere presto il terzo.

@mrlightwood96

Consiglieresti questo libro? Se si, a chi?

CLAUDIA: Consiglio questo libro a tutti gli amanti del fantasy, Adult o YA che sia, e soprattutto a chi cerca una romance enemies-to-lovers praticamente perfetta (e a loro specialmente dico di passare oltre ai difetti di ACOTAR per poter arrivare ad ACOMAF). Che diventi la vostra nuova serie preferita o semplicemente una guilty pleasure indimenticabile, sono certa che non le resterete indifferenti.

MARIO: Io sono del parere che ogni libro è consigliabile per almeno un motivo, nella maggior parte dei casi.
In questo caso mi sento di consigliare questo libro a chi è in cerca di una lettura leggera e senza troppi intrighi complicati (almeno nel primo). A chi cerca un libro incentrato molto sui personaggi ma davvero poco sull’azione. Purtroppo con me questa leggerezza non ha fatto effetto perché io se non c’è azione non me ne faccio molto della leggerezza, non lo definirei nemmeno tale in realtà.
Però capisco che per alcuni potrebbe anche essere una lettura leggera e senza troppi impegni, a mio parere.

Per chi lo ha amato: c’è qualcosa che vorresti dire alla persona che lo ha odiato per sottolineare la tua posizione?
Per chi lo ha odiato: C’è qualcosa che vorresti dire alla persona che lo ha amato?

CLAUDIA: Difficile trovare qualcosa da dire a chi l’ha odiato senza sapere il perché di questo astio. Una cosa é certa: se l’hai letto in italiano, posso capirti. Come ho scritto precedentemente, questo libro tradotto non rende assolutamente, e risulta spesso un po’ trash, specialmente nelle scene più romance (che sono trash già in inglese, figuriamoci in italiano). Se però ti sei fermato ad ACOTAR per questo motivo, ti invito comunque a dare una chance ad ACOMAF, perché lo stile narrativo cambia molto e il focus sui muscoli di Tamlin non c’è più, promesso. Ti invito inoltre a rileggere i punti precedenti e a riflettere su ciò che rende questo libro diverso dagli altri della stessa categoria.

MARIO: Penso di aver già detto molto nelle risposte precedenti, ma sicuramente ci sono fattori che mi hanno impedito di amare questo libro come così è stato per molti. Primo motivo tra tutti Feyre e Rhysand, due personaggi insopportabili e leggermente caratterizzati male nel primo libro. Feyre per le sue continue lamentele e Rhysand per la sua aria da superfigo e arrogante. Il fatto che la storia si sblocchi solo prima di 70 pagine alla fine non ha neanche contribuito. Io non posso leggere un libro, specialmente il primo di una saga, lento e ripetitivo nelle azioni.

Ultima battuta: In due righe o poco più, convinci chi sta leggendo questo articolo a leggere/non leggere questo libro.

CLAUDIA: Quando ho finito il terzo libro della serie, ACOWAR, ho scritto:

La serie di ACOTAR é come una splendida vacanza con un nuovo gruppo di amici. Quando la concludi, ti riempie di una sensazione dolce e amara al tempo stesso — sei molto triste perché è finita e vorresti solo tornare indietro nel tempo per rivivere tutto da capo, ma allo stesso tempo sei felice per tutti i ricordi che hai accumulato, per le nuove amicizie che si sono formate, per le persone che hai incontrato, per la bellezza della vacanza.

Una caratteristica incredibile di questa serie é la sua capacità di restarti impressa a lungo: dopo averla finita non riuscivo a smettere di pensarci, era lì fissa nella mia testa, e lì é rimasta per giorni; ripensavo costantemente ai personaggi, a certe scene, a certe frasi… vi dico solo che non riuscivo a pensare ad altro prima di dormire!
E se pensate semplicemente che io sia un po’ pazza, sappiate che non sono l’unica ad aver subito questi “effetti collaterali”.
A distanza di un anno é ancora nel mio cuore, e non passa giorno che non venga colpita dalla voglia di rileggerla da capo. Quindi, in conclusione, leggete ACOTAR. Non sarà il vostro nuovo libro preferito, non vi lascerà sbalorditi, ma vi spianerà la strada verso una storia meravigliosa, di cui presto non potrete più fare a meno. 

MARIO: Ripeto ciò che ho detto nelle risposte precedenti. Consiglierei questo libro agli amanti dei Fae e delle letture leggere e non troppo pretenzioso. Sicuramente non è un capolavoro ma può sempre piacere a molti e suscitare le opinioni positive di altrettanti.
Se invece sei alla ricerca di trame complicate, personaggi (anche principali) simpatici e tanta tanta azione, questo libro non fa pe te.
Però sono sempre del parere di dare la possibilità a ciascun libro e di essere letto, specialmente se più o meno famoso che sia.

E voi lettori, da che parte state? Avete amato o odiato questa serie?
Fatecelo sapere in un commento!

Hanno risposto alle domande Claudia e Mario

L’intervista e le domande sono realizzate da Sophia