Il libro sui libri bruciati: Fahrenheit 451

Articolo di @libri_e_copertina

La lettura è un momento da dedicare a sé stessi, per staccare la spina dagli impegni quotidiani, per viaggiare lontano fino a conoscere nuovi mondi, per incontrare nuovi personaggi da amare e/o odiare.

Cosa ha in comune tutto questo? L’utilizzo della mente e della fantasia, che grazie ai libri vengono coltivate e allenate tutti i giorni.

Fahrenheit 451 è un libro che racchiude tutti questi aspetti: ti porta in un mondo parallelo, ti fa conoscere personaggi particolari e soprattutto ti fa pensare.

La trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge.
Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

L’importanza della lettura

Nel 1953 Ray Bradbury scrive questo in Fahrenheit 451, il suo più celebre romanzo che nasce da un pensiero ipotetico: “se continua così nessuno leggerà più libri”.

Dalla sua pubblicazione sono passati ben 70 anni e la situazione è cambiata? Io non credo, anzi.

“𝑳𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒐𝒊 𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂𝒕𝒆, 𝑴𝒐𝒏𝒕𝒂𝒈, 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒖 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂, 𝒎𝒂 𝒊𝒍 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒖𝒊 𝒍’𝒖𝒐𝒎𝒐 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒐 𝒑𝒐𝒕𝒓à 𝒗𝒆𝒅𝒆𝒓𝒏𝒆 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒗𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒐𝒗𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒔𝒂𝒓à 𝒖𝒏 𝒍𝒊𝒃𝒓𝒐.”

La bravura di Bradbury sta nello scrivere un romanzo di fantascienza che appassiona ma che allo stesso tempo fa riflettere sull’importanza dei libri. La lettura permette oltre che la diffusione della cultura anche la libertà di espressione, diritti che spesso si danno per scontati ma che sono importantissimi da conquistare.

“𝑼𝒏 𝒍𝒊𝒃𝒓𝒐 è 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒊𝒔𝒕𝒐𝒍𝒂 𝒄𝒂𝒓𝒊𝒄𝒂”

Da amante della lettura il solo pensiero che si faccia una piccola piega a un libro mi fa rabbrividire, figuriamoci dargli fuoco! Ma mi rendo conto che molte persone, se non la maggior parte, non sarebbe troppo toccata da questa cosa.

Ecco, quindi, la modernità di Bradbury nel rappresentare uno dei problemi della società di oggi. Certo, essendo un racconto fantascientifico la situazione viene esasperata arrivando addirittura a dare fuoco a case e persone pur di “abbattere” i libri, ma proprio questa esaltazione del problema serve a far ragionare la mente del lettore.

“𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒆 𝒐𝒓𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉é 𝒊 𝒍𝒊𝒃𝒓𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒐𝒅𝒊𝒂𝒕𝒊 𝒆 𝒕𝒆𝒎𝒖𝒕𝒊? 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉é 𝒓𝒊𝒗𝒆𝒍𝒂𝒏𝒐 𝒊 𝒑𝒐𝒓𝒊 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂. 𝑳𝒂 𝒈𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒐𝒅𝒂 𝒗𝒖𝒐𝒍𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒇𝒂𝒄𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒍𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒂, 𝒅𝒊 𝒄𝒆𝒓𝒂, 𝒇𝒂𝒄𝒄𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒐𝒓𝒊, 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒆𝒍𝒊, 𝒊𝒏𝒆𝒔𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒆”

Ma perché l’autore ha scelto questo nome particolare per il suo romanzo? Con “Fahrenheit 451” Bradbury vuole fare riferimento alla temperatura di accensione della carta, che una volta raggiunta permette l’autocombustione di un libro. Nella realtà la temperatura necessaria alla combustione dei libri dipende da numerosi fattori tra cui il tipo di carta del libro stesso, ma il messaggio che l’autore vuole inviare arriva forte e chiaro.

I personaggi: seguire o non seguire la convenzione sociale?

Guy Montag, il protagonista della storia, è un pompiere che segue la convenzione della società ma che nasconde uno spirito ribelle. Il suo percorso di comprensione e maturazione inizia solo con l’incontro della sua vicina di casa, una strana ragazza che gli apre gli occhi sulla realtà.

Clarisse è definita da tutti “pazza” perché fa strane cose come camminare a piedi solo per il gusto di farlo invece che sfrecciare a tutta velocità in automobile o parlare con le altre persone invece che rinchiudersi a casa a guardare la TV.

“𝑺𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒆𝒓𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒂𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆, 𝒅𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐. 𝑵𝒐𝒏 𝒎𝒊 𝒎𝒆𝒔𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊. 𝑬𝒅 è 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒏𝒐, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉é 𝒊𝒐 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆, 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆. 𝑻𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊𝒑𝒆𝒏𝒅𝒆 𝒅𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔’𝒊𝒏𝒕𝒆𝒏𝒅𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆, 𝒏𝒐𝒏 𝒗𝒊 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂?”

Gli altri personaggi del libro, come la moglie di Montag, sono dei gusci vuoti senza vere emozioni che vengono riempiti solo con ciò che la “famiglia” permette. Chi ragiona con la propria testa, come Montag e Clarisse, emerge inevitabilmente sugli altri e deve fare molta attenzione a non contrariare la società.

Tutto ciò mi ha fatto pensare che in fondo è proprio vero quello che si dice: il mondo è bello perché vario.

L’inconfondibile stile

Lo stile di Bradbrury è davvero unico, autentico e a suo modo geniale: ideare e soprattutto realizzare una storia del genere non è affatto da tutti.

Quando si legge un libro si percepisce sempre qualcosa della personalità o del pensiero di chi lo scrive e questo accade anche con Fahrenheit 451: al lettore arriva l’amore di Bradbury per i libri e per ciò che trasmettono.

Per capire bene il contesto del romanzo il lettore deve prima immaginare il periodo in cui è stato scritto e poi un futuro che gli si adatti. Immaginiamo quindi l’America degli anni ’50 in cui la Guerra Fredda con la Russia era iniziata, la televisione era il centro delle serate in famiglia e le notizie parlavano spesso degli incidenti stradali provocati dall’alta velocità. Da questa situazione storica Bradbury ha immaginato un futuro chiedendosi “e se i pompieri bruciassero le case invece di salvarle?”

Se questo romanzo fosse stato scritto ai giorni d’oggi avrebbe avuto molta più azione e forse anche un finale diverso, ma personalmente trovo che ciò che è stato scritto è perfetto così.

Conclusione

Cercando di ampliare i miei interessi e i generi da leggere, questo romanzo mi è stato consigliato per affrontare la fantascienza. In realtà potrebbe essere anche letto come classico moderno o romanzo distopico perché è davvero unico nel suo stile. Personalmente penso che nel tempo lo rileggerò per avere una visione più completa e consapevole.

Non posso quindi fare a meno di consigliarlo a mia volta perché è davvero un libro che merita di essere letto da tutti ed ognuno ne trarrà una riflessione diversa e ne uscirà migliore di prima.

L’autore

Ray Bradbury è uno scrittore statunitense che è diventato un esponente e punto di riferimento per il genere fantascientifico.

In realtà la sua scrittura è diversa dalla classica concezione di fantascienza e questo suo stile molto narrativo inizialmente gli precluse alcune opportunità di pubblicazione. Dato che le riviste del settore cercavano qualcosa di diverso dagli scritti di Bradbury, egli ideò “Futuria Fantasia”, una fanzine (unione di fan e magazine) in cui pubblicare le sue storie.

Diventò uno scrittore conosciuto e amato dal pubblico solo negli anni ‘50 con la pubblicazione de Le cronache marziane e soprattutto con Fahrenheit 451, che nel 1966 diventò anche una trasposizione cinematografica di successo.

Oltre alla carriera da scrittore, Bradbury si dedicò anche a quella di sceneggiatore di diverse produzioni televisive e cinematografiche, tra cui spiccano titoli come Moby Dick, La balena bianca e The Twilight zone.

Ray Bradbury è scomparso all’età di 91 anni nel 2012, ma rimarrà per sempre nei cuori dei suoi lettori.

E voi letto, avete letto Farenheit 451? Vi è piaciuto?
Fatecelo sapere in un commento!

Articolo di Ginevra